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Ortopedico Roma

Soffri di dolori articolari? Hai bisogno di un consulto specialistico per un problema al ginocchio, alla spalla o alla colonna vertebrale? Se stai cercando un Ortopedico Roma esperto e affidabile, al 2Effe Medical Center abbiamo la soluzione che fa per te. Prenota ora la tua visita!

LO SPECIALISTA

Ortopedico Roma cosa cura

L’ortopedico è il medico delle ossa, ossia lo specialista che si occupa della diagnosi e del trattamento di tutti i problemi del sistema muscolo-scheletrico. Il termine ortopedia è composto da orto- greco ὀρϑός ossia diritto, e -pedia dal greco παῖς ovvero bambino, perché in origine era riferito all’apparato locomotore dei bambini. Oggi il termine ortopedia è utilizzato per indicare il ramo della medicina che si occupa di prevenire, diagnostica e curare tutte i problemi dell’apparato scheletrico.

L'ortopedico può trattare problemi ortopedici congeniti o acquisiti a causa di traumi, cattiva postura o altre patologie concatenate. Se hai un forte dolore alla spalla, mal di schiena, problemi al ginocchio, alle caviglie o alle anche, allora forse potresti aver bisogno di una visita ortopedica.

Anche un semplice gonfiore o un livido sorto a seguito di un trauma, non dovrebbe essere trascurato, come anche arrossamenti o altri segnali di infezioni come la febbre o il riscaldamento della parte del corpo colpita. Non aspettare che la situazione peggiori e parla subito con il tuo medico di base che saprà consigliarti sul bisogno di prenotare la tua visita ortopedica con il Miglior Ortopedico Roma

I specialisti in ortopedia sono specializzati anche in ortopedia pediatrica, trattamenti di ozonoterapia ed infiltrazioni ecoguidate è in grado di fornire una specifica diagnosi e relativa terapia di intervento per i disturbi che interessano le tue ossa Ortopedico Roma.

Scopri di più sui nostri specialisti in ortopedia, la Dott.ssa Fabiani e il Dottor Smakaj. Prenota ora una visita ortopedica per risolvere il tuo problema di salute con il tuo Ortopedico Roma.

Dr.ssa Giusi Fabiani

Dr.ssa Giusi Fabiani

Ortopedico

Dr. Amarildo Smakaj

Dr. Amarildo Smakaj

Ortopedico

Leggi l'intervista alla Dott.ssa Fabiani

In che cosa consiste una visita ortopedica?

“La visita ortopedica è una visita specialistica nella quale viene effettuato un esame dell'apparato muscolo scheletrico. Lo specialista si focalizza sul problema, poi fa un esame globale. Come ogni visita consta di un'anamnesi, quindi di un colloquio in cui si ricostruisce la storia clinica del paziente, soffermandosi soprattutto sui sintomi. È importante la tipologia del dolore, la durata e il tipo di dolore. Quindi se è un dolore urente un dolore cronico. In base a questo ci focalizziamo e faremo altri esami.

Prima di fare la parte di diagnostica strumentale, si fa un esame obiettivo. L’esame obiettivo anche nella parte ortopedica prevede un'ispezione, quindi valutiamo nel nostro caso soprattutto la postura, quindi l'appoggio del paziente, il tono e il trofismo del muscolo, che tipo di appoggio ha. Allora in quel caso lo vedo camminare, soprattutto da ortopedico, per capire se ha un’insufficienza dei glutei. Molte persone di una certa età vengono da noi per problemi di anca. L'insufficienza del gluteo mi indica questo tipo di zoppia e che ha un problema sicuramente dell'anca. Allora mi soffermo sulla postura in generale. Questo nella mia ispezione. Poi avvicinandosi al paziente, abbiamo la palpazione, allora in quel caso ci sono varie manovre che noi utilizziamo. Su un ginocchio che può essere gonfio, allora abbiamo un ballottamento per capire se c'è del liquido all'interno. Questa è la palpazione. Poi nel nostro caso non abbiamo un’auscultazione, come altri tipi di specialisti. Noi ascoltiamo il paziente. Poi una volta che abbiamo fatto questa prima analisi prescriviamo degli esami strumentali che possono essere da un esame radiografico, una risonanza, un esame ecografico in base al sospetto della patologia, quindi una prima diagnosi. Poi il paziente viene rivisto con gli esami che ci ha portato."

Quando bisogna andare dall’ortopedico?

"Allora il paziente ortopedico può venire da noi per problemi congeniti e mai trattati, per problemi funzionali, mal di schiena improvviso dovuto a uno sforzo e allora lì sospettiamo, che ci siano delle protrusioni. Il paziente viene per fratture o ha avuto un trauma distorsivo. O invece un bambino in crescita, la madre può notare, soprattutto la pediatra, un problema alle scapole. Quindi vediamo le scapole una po’ più alata, quindi un po’ più sporgente dell'altra, la pancia un po’ più pronunciata. Allora quella è una prima ispezione a livello del bambino. Il pediatra ce lo può mandare per un problema di piedi. Vede che camminando, magari nota che mette i piedi troppo aperti o troppo chiusi. Oppure quando sono più piccoli, intorno ai 4 o 5 anni che iniziano a camminare bene, la madre ci può riferire che inciampano. E allora questo perché? Sospettiamo che ci sia un’intrarotazione, quindi le ginocchia ataviche. Allora la cosa fondamentale per me è ascoltare il paziente, perché ascoltando bene già ci porta sulla diagnosi. Quindi facendo varie domande, del tipo se hanno altre patologie, se assume dei farmaci, le cose che poi ci orientano per poi capire che tipo di terapia fargli fare. Ad esempio, nel paziente oncologico io non posso far fare tutti i tipi di terapia, come ad esempio quelle strumentali. Di conseguenza, allora lì mi oriento sulla terapia infiltrativa. In questo caso, ad esempio, per le protrusioni lombari o anche nelle tendiniti, io utilizzo l'ozono."

Che cos’è l’ozonoterapia? A cosa serve?

L'ozono esiste diciamo da sempre perché è un gas che viene prodotto nell'atmosfera. Un primo utilizzo a livello medico lo abbiamo nella Prima guerra mondiale, perché è un battericida naturale. Quindi inizia ad essere utilizzato per le infezioni, per le disinfezioni delle ferite. Attualmente viene utilizzato in vari modi. Diciamo che in ambulatorio si preferisce la via sottocute, intramuscolare o intra-articolare. Poi in base al tipo di paziente, di volta in volta ti regoli su che tipo di approccio seguire.

Stavo dicendo delle protrusioni perché diciamo che in tutti i pazienti, con il passare degli anni, il disco va a degenerare. La degenerazione del disco porta un cambio della forma del disco. Quindi per questo parliamo di una protrusione, anche perché a livello fisiologico il disco è composto soprattutto di acqua, a livello fisiologico c'è questa disidratazione. I pazienti obesi che fanno attività gravose oppure persone che hanno delle continue sollecitazioni, per esempio anche il classico culturista che ha fatto un'attività sportiva in eccesso e poi persone che hanno problemi a livello di postura, in tali casi questa disidratazione si ha prima. Allora queste persone possono in un trauma anche banale, dallo starnutire a volte oppure in una torsione brusca, sentire dei dolori acuti. Il dolore della protrusione, è proprio un dolore acuto, lancinante per il quale il paziente magari si rivolge la prima volta al medico di base. Se non passa dopo due o tre giorni, se poi iniziamo ad avere un’irradiazione, allora il dolore che da un mal di schiena si irradia soprattutto all'inguine o a livello del gluteo, inizia a scendere, allora là sospettiamo una lombosciatalgia. Quindi c'è questo interessamento del disco e una compressione delle radici nervose. Allora in quel caso già dalla visita ti rendi conto se siamo in una fase acuta o meno, attraverso alcune manovre, dalla classica Lasègue, cioè appunto delle manovre che a noi servono per capire a che livello siamo.

Io nella fase della protrusione normalmente metto il paziente nelle prime fasi a riposo con una terapia medica e poi, in base a come sta, decido si seguire sempre un approccio fisioterapico. Per me il muscolo va allungato, c'è bisogno di uno stretching sempre. E facendo l'ozono io lavoro normalmente per andare a decontrarre la muscolatura. Quindi il paziente già ha meno dolore perché in quel momento sto sfiammando. L’ozonoterapia provoca una vasodilatazione locale. Quindi agisce sul microcircolo e il terapista può poi lavorare perché il paziente è già più disteso. Stavo dicendo prima che il paziente oncologico, che non può appunto fare il macchinario, può fare l'ozono. Quindi in quel momento ha un sollievo immediato perché elimina la parte delle tossine, cioè l'ozono e creando questo miglioramento del microcircolo il paziente già sta meglio. Quindi diciamo che dopo due, tre sedute, in collaborazione con la terapia, la parte farmacologica, generalmente io prescrivo molto dei neurotrofici, in base al paziente poi mi regolo su cosa, il paziente già sta meglio.

Il dolore acuto che blocca il paziente a casa e non si risolve dopo 20 giorni, allora è molto nervoso. Soprattutto il paziente anziano che è abituato a fare tutto deve avere, secondo me, un immediato beneficio. Poi verrà a fare la terapia. Però appena esce sta meglio. Allora tu devi dare qualcosa che lo fa stare meglio. Io sono contraria al cortisone, non so i colleghi, ma io sono contraria. Devo capire quello che ha la persona. Preferisco il classico mio rilassante con un antinfiammatorio e poi lo valuto e poi agisco sul nervo. Perché in quei casi è inutile che gli do il cortisone. Tanto il nervo non mi si sfiamma. E quindi l’ozono io lo utilizzo per le protrusioni, in ernie espulse, se l'esame elettromiografico non mi da’ una degenerazione vera e propria. Allora se il paziente non ha grande zoppia, io vedo se fatto alla lunga stanno molto meglio. Se un paziente è giovane perché deve subire un intervento?! "

Che terapia si può fare per l’artrosi?

"Per chi ha l’artrosi, io faccio l'acido ialuronico. Volendo lo fai nella stessa siringa, oppure fai prima una cosa e poi l'altra. Se hai una paziente con un problema meniscale, allora io gli faccio un acido ialuronico. Spesso faccio così e comunque sto andando sull’artrosi. Poi a livello del menisco faccio l’ozono. Quindi in quel momento, se io appena l'ho visto gli tocco il menisco, in quel momento sente dolore solamente appena lo sto toccando, quindi appena io lo palpo. Dopo due secondi, tu gli rifai l'ozono, rifai toccare il paziente e in quel momento non lo sente perché appena tu fai l'ozono quella zona è addormentata. Ultimamente ne sto facendo molte. Poi a volte sembra che capitano tutte le patologie particolari. Ho avuto tre ragazze giovani che hanno avuto dei traumi al coccige. Le ho infiltrate. E stanno facendo posturale. Però il trauma non era degli ultimi mesi, più di sei mesi più o meno. C'era una signora che ha avuto sempre problemi. Però, perlomeno adesso si siede. È normale che alcuni non glielo sposti più, però se ha meno dolore…"

Come trattare le tendiniti e i traumi da sport con l’ozonoterapia?

Sto facendo un’epicondilite ad esempio. Perché comunque in ogni caso dai un sollievo immediato perché togli il dolore, riducendo la sintesi delle prostecomandine e poi hai questo aumento di ossigenazione locale, quindi il paziente sta meglio. Allora sull’epicondilite classica, io generalmente abbino ozono, braccialetto, terapia, stretching.

Come trattare cervicalgia e dorsalgia?

Ad esempio sulla cervicale, secondo me, pompage. Se no è inutile, se io ti stendo, tu devi allungare, devi migliorare la circolazione, perché è tutto a livello circolatorio, perché magari c’è stata una compressione. Per questo ti dico, io al collare sono contraria. Il bustino lo prescrivo, però non da tenere sempre, ma quando fanno gli sforzi.

Con il passare degli anni, perché ho la protrusione e ho l'ernia? Perché si perde il tono. Quindi per me la vera fisioterapia, dopo lo stretching, deve andare a rinforzare i paravertebrali e gli addominali. Se io porto il busto sempre, come si riattiva? Pensiamo a tutti i pazienti che adesso per il Covid sono stati fermi due anni, sono peggiorati in tutte le patologie, tutte le artrosi. E per l'artrosi si deve stare fermi? Assolutamente no, devi camminare! Non c’è bisogno di stare fermi, ma si deve camminare il giusto. Io do alcuni esercizi pure per le ginocchia. Glieli spiego e gli faccio toccare. Gli dico: “Signora si tocchi! Guardi la gamba!”. Gli spiego che solo se tu ti siedi, ti metti sulla sedia e mi alzi la gamba, cioè la cosa più banale, e mi fai 1, 2, 3 e poi piano piano mi arrivi al 5, in quel momento stai attivando il muscolo. Se il paziente, toccandosi la gamba, percepisce che il muscolo si sta attivando allora riesce a capire tante cose. Quando ti dice: “Non ce la faccio ad alzarmi dalla sedia”, allora spiegagli che “Guardi! Qui le due ossa si stanno toccando, lei appena si piega quelli si toccano ancora di più. Se lei ha il muscolo un po’ più attivo, allora la forza la da’ prima il muscolo e poi va sul ginocchio.” Devono capire. Tutti quanti.

Nel nostro campo sono in tanti, siamo tantissimi. La differenza la fa la qualità di quello che fai, di come lo fai. Perché siamo tanti e il paziente deve cogliere che c'è qualcosa di diverso. Secondo me è fondamentale l'ascolto. Ma proprio tanto, cioè io personalmente, vabbè, ho avuto un bel po’ di problemi di salute, se non sono ascoltata, ma in ogni tipo di relazione, non mi interessa. Il sentire, l’ascolto, sono cose fondamentali come all’epoca ci hanno insegnato la vecchia semeiotica. Questo secondo me è il medico di una volta, a me piace il contatto con la gente, cioè mi piace proprio stare con le persone.

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Contattaci per prenotare la tua visita ortopedica compilando il modulo di contatto o chiamandoci al 347.1865333 oppure vieni a trovarci nella nostra sede unica di Piazzale Gregorio VII, 10 a Roma.

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ORTOPEDICO ROMA

Dove posso fare una visita ortopedica a Roma?

Al poliambulatorio 2Effe Medical Center di Roma puoi fare una visita ortopedica completa e approfondita. La nostra struttura si trova in una posizione comoda a Roma, facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici che con l’auto. Ma soprattutto, nel nostro centro potrai trovare personale altamente specializzato e un ambiente accogliente e professionale. Quando è bene fare una visita ortopedica e in cosa consiste?

Che tipo di visita fa l'Ortopedico Roma?

La visita ortopedica è una valutazione medica specialistica che si concentra sull'apparato locomotore, ovvero l'insieme di ossa, articolazioni, muscoli, tendini e legamenti che ci permettono di muoverci. La visita si articola in diverse fasi. Durante la visita lo specialista effettuerà in primo luogo un'anamnesi accurata valutando la storia clinica del paziente e i sintomi. Il medico ortopedico, attraverso un esame clinico accurato, valuterà:

  • Dolore: ne indaga la localizzazione, l'intensità e i fattori scatenanti.
  • Limitazione del movimento: verifica la mobilità delle articolazioni e la forza muscolare.
  • Gonfiore: valuta la presenza di edemi e la loro causa.
  • Deformità: osserva eventuali alterazioni della forma delle ossa o delle articolazioni.

Che esame fa l'ortopedico?

Nel procedere con l'esame obiettivo, l'ortopedico procedere con l'ispezione, ovvero l'osservazione visiva delle zone interessate, la palpazione per individuare zone dolenti o anomalie, la valutazione della mobilità articolare per misurare l'ampiezza dei movimenti e infine test specifici per valutare la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità.

Successivamente potrà eseguire o richiedere esami diagnostici strumentali per approfondire il quadro clinico. Tra gli esami eventualmente necessari potrebbero esserci esami del sangue per valutare i livelli ormonali e scintigrafia tiroidea per valutare la funzionalità della tiroide, MOC per misurare la densità minerale ossea e l'eventuale presenza di osteoporosi.

Al 2Effe Medical Center di Roma utilizziamo strumentazioni avanzate per garantire diagnosi accurate e rapide.

Quando si consiglia una visita ortopedica?

Una visita ortopedica è consigliata in presenza di:

  • Dolore acuto o cronico: a carico di ossa, articolazioni o muscoli, causato da traumi, infortuni sportivi, sovraccarichi o patologie degenerative.
  • Limitazione funzionale: difficoltà a svolgere attività quotidiane a causa di dolore o rigidità.
  • Gonfiore persistente: soprattutto se associato a calore o arrossamento.
  • Deformità ossee o articolari: evidenti ad occhio nudo o riscontrate durante un esame radiografico.
  • Scoppiettii o scricchiolii articolari: accompagnati da dolore.
  • Formicolii o intorpidimento: soprattutto agli arti inferiori.
  • Instabilità articolare: sensazione di cedimento o "ballamento" dell'articolazione.

Parla con il tuo medico di famiglia e scopri se hai bisogno anche tu di una visita ortopedica.

Quali malattie cura l'ortopedico?

Tra le malattie curate dall'ortopedico Roma vi sono: alluce valgo, artrite reumatoide, artrosi, epicondilite, epitrocleite, ernia del disco, frattura, lussazione, osteoartrosi, osteoporosi, protesi, rottura della cuffia dei rotatori, sciatalgia, scoliosi, Sindrome di De Quervain.

Chi è il miglior Ortopedico Roma?

Il miglior ortopedico Roma è quello che sa combinare competenze tecniche, umanità e capacità di ascolto. Nel nostro centro troverai personale altamente specializzato e un ambiente accogliente e professionale. Prenota la tua visita ora!  Al 2Effe Medical Center di Roma ci prendiamo cura della tua salute.

Il sistema muscolo-scheletrico può essere interessato da diversi tipi di patologie. Tra queste sono incluse lesioni, lussazioni, fratture e slogamenti. Tra le più trattate ci sono anche disturbi come la sindrome femoro-rotulea che crea problemi al ginocchio, la sindrome del tunnel carpale che crea problemi al funzionamento della mano, o anche la sindrome da conflitto sotto-acromiale che da problemi alla spalla. Nel blog di 2Effe Medical Center puoi trovare articoli informativi su alcune di queste patologie, le nuove metodiche disponibili per la loro cura e soprattutto indicazioni utili su come fare prevenzione.

Immagine rappresentante i benefici dell'ozonoterapia