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I noduli alla tiroide rappresentano una condizione comune che suscita molteplici interrogativi in chi ne è affetto. Scopriamo insieme quando è il momento di preoccuparsi davvero per i noduli alla tiroide, se possono scomparire spontaneamente e se contribuiscono o meno all’aumento di peso.

Quali sono le cause dei noduli tiroide?

Esistono diverse cause che portano alla formazione di noduli della tiroide, tra cui l’infiammazione della ghiandola tiroidea (tiroidite), eccessiva o insufficiente assunzione di iodio con la dieta, l’esposizione a radiazioni. È importante comprendere che, mentre alcune cause possono essere evitabili, altre sono legate a fattori genetici o ambientali.

Quando e come preoccuparsi?

La presenza di noduli è una condizione comunque molto frequente nella popolazione generale e non sempre richiede preoccupazione immediata. Piuttosto, è essenziale monitorare attentamente la loro crescita e consultare un medico endocrinologo in particolare in caso di comparsa di una tumefazione a rapida crescita a livello del collo o se insorgono sintomi come difficoltà nella deglutizione, cambiamenti nella voce o difficoltà respiratorie. Come per altre patologie, anche in questo caso, se vi è una storia familiare di patologie tiroidee o se si è stati esposti a fattori di rischio noti, è consigliabile sottoporsi a controlli regolari che includano un’ecografia tiroidea ed esami del sangue specifici.

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Noduli alla tiroide vascolarizzati: cosa li differenzia?

I noduli vascolarizzati sono caratterizzati da un’alto afflusso di sangue. Questo può sollevare una maggiore preoccupazione in quanto si potrebbe pensare che la vascolarizzazione aumentata intranodulare sia associata ad un rischio maggiore di malignità. In realtà, secondo le moderne classificazioni delle più importanti società scientifiche e radiologiche, la vascolarizzazione non è più inclusa nei principali fattori di rischio ecografici dei noduli.

I noduli vascolarizzati includono sempre:

  • margini irregolari
  • ipoecogenicità (nodulo “più scuro” rispetto alla ghiandola tiroidea all’esame ecografico)
  • microcalcificazioni interne
  • forma del nodulo “taller than wide”
  • concomitante presenza di linfonodi sospetti

In ogni caso è essenziale sottoporsi ad una valutazione dettagliata, che potrebbe includere esami di imaging di secondo livello ed il ricorso all’agoaspirato del nodulo tiroideo, per determinare la natura dei noduli e pianificare il trattamento appropriato. In tutto questo il medico endocrinologo gioca un ruolo chiave nell’eseguire una diagnosi accurata sulla base degli esami effettuati e indicare quindi come procedere nel modo migliore.

I Noduli tiroide fanno ingrassare?

Per quanto i noduli stessi possano influenzare minimamente il metabolismo, il loro impatto diretto sull’incremento ponderale è generalmente limitato. Soltanto in alcuni casi, ovvero quando il nodulo produce ormoni tiroidei in eccesso (Adenoma di Plummer), può essere presente in realtà all’opposto una perdita di peso, assieme a tachicardia, stato ansioso ed altri sintomi tipici dell’ipertiroidismo. In ogni caso, va sempre tenuto presente che i noduli spesso si associano ad altre patologie tiroidee, come l’ipotiroidismo, in particolare quello autoimmune, che invece determinano a loro volta un aumento di peso. È importante quindi distinguere tra i diversi fattori che contribuiscono al controllo del metabolismo corporeo.

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I Noduli tiroide possono scomparire?

Anche se occasionalmente i noduli tiroidei benigni possono regredire spontaneamente, la valutazione di un medico endocrinologo, controlli regolari e un trattamento mirato sono cruciali. Sì, i noduli alla tiroide possono essere una fonte di preoccupazione, ma è fondamentale affrontare la questione in modo informato e proattivo. Con la giusta conoscenza e la giusta attenzione, è possibile affrontare il problema dei noduli alla tiroide con fiducia e consapevolezza.