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Prevenzione cardiologica: perché fare controlli regolari?

“Tutti sanno che è più necessaria la prevenzione della cura, ma pochi premiano gli atti di prevenzione.” Così si è espresso il noto saggista, matematico e filosofo Nassim Nicholas Taleb riassumendo in poche parole una verità fondamentale: sapere che la prevenzione è importante non basta, é necessario fare prevenzione. Con questo obiettivo ogni anno il 29 settembre in tutto il globo si celebra la Giornata Mondiale del Cuore, il World Heart Day. Sensibilizzare la prevenzione cardiologica e informare sui rischi legati alle malattie cardiovascolari è un atto che va senz’altro premiato. Tanto più se consideriamo che il cuore è uno degli organi vitali del nostro corpo e, come tale, merita una particolare attenzione.

Negli ultimi anni, l’importanza della prevenzione in ambito cardiologico è cresciuta esponenzialmente, sia per la consapevolezza dei rischi legati alle malattie cardiovascolari, sia per l’incremento di tali patologie nelle società moderne. Ecco perché adottare comportamenti preventivi è essenziale per garantire una vita sana e prolungata.

Ma nello specifico cosa significa fare prevenzione al cuore? Perché è importante fare controlli regolari?

Prevenzione al cuore: come si fa?

I numeri parlano chiaro. Le malattie cardiovascolari sono tra le principali cause di morte nel mondo. Infarto, ictus, ipertensione e altre patologie correlate sono responsabili di milioni di decessi ogni anno. La maggior parte di queste malattie potrebbe essere prevenuta attraverso semplici cambiamenti nello stile di vita e con controlli regolari. Fare prevenzione cardiologica può salvare chi è a rischio cardiovascolare senza neppure saperlo.

La prevenzione al cuore si divide in due categorie importanti. La prima è la cosiddetta prevenzione primaria. Essa comprende azioni e comportamenti adottati da persone sane per evitare l’insorgenza di malattie cardiovascolari. Ciò include una dieta equilibrata, attività fisica regolare, evitare il fumo e limitare l’assunzione di alcol.

La prevenzione secondaria, invece, si riferisce alle strategie adottate da chi ha già avuto un evento cardiovascolare, come un infarto, per evitare recidive o complicanze. Questo potrebbe includere terapie farmacologiche, controlli medici frequenti e modifiche nello stile di vita.

Stile di vita sano: un pilastro della prevenzione cardiologica

L’alimentazione gioca un ruolo cruciale nella prevenzione cardiologica. Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine ​​magre può fare la differenza. È anche essenziale limitare il consumo di sale, zuccheri e grassi saturi.

L’attività fisica, invece, aiuta a mantenere un peso corporeo sano, riduce lo stress e rinforza il cuore. Si consiglia almeno 150 minuti di attività moderata o 75 minuti di attività intensa ogni settimana.

Screening e controlli regolari per fare prevenzione cardiologica

La prevenzione passa anche attraverso la medicina preventiva grazie alla quale è possibile identificare in tempo i fattori di rischio. Con medicina preventiva ci riferiamo a:

  • controlli periodi dal cardiologo con esecuzione di un elettrocardiogramma
  • misurazione della pressione arteriosa
  • effettuazione del test del colesterolo
  • regolare consulto con il proprio medico

Prevenire problemi al cuore: perché è importante?

La prevenzione in ambito cardiologico è fondamentale per garantire una vita lunga e sana.

Fare i passi per adottare uno stile di vita equilibrato può davvero fare la differenza nell’evitare l’insorgere di patologie del cuore anche molto gravi. A volte può sembrare difficile farlo, ma in realtà basta usare il metodo giusto. La scelta di una brava nutrizionista biologa piuttosto che affidarsi a diete e digiuni fai da te, può aiutare a trovare un piano alimentare adatto alla propria condizione di salute senza dover fare grandi stravolgimenti.

Anche effettuare controlli regolari si è dimostrato spesso salvifico permettendo di rilevare prontamente recidive e complicanze. Anche in questo caso, affidarsi ad un bravo cardiologo, scrupoloso nel monitorare la condizione dei propri pazienti ha un ruolo chiave nella diagnosi precoce di eventi che spesso, come nel caso di un infarto, prendono di sorpresa.

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Controllo al cuore: a quanti anni va fatto?

Naturalmente non esiste un età prestabilita per iniziare a fare prevenzione cardiologica. Ma è sicuramente importante farlo il prima possibile.

Gli esperti di cardiologia pediatrica raccomandano ad esempio alcuni screening già in fase prenatale e altri al primo anno di vita del bambino. Questi screening, così come tutti i controlli al cuore eseguiti prima dell’età adulta in assenza di sintomi, hanno soprattutto lo scopo di rilevare la presenza di possibili patologie congenite, spesso asintomatiche. Spesso una visita medica cardiologica con esecuzione di elettrocardiogramma, ecocardiogramma e misurazione arteriosa, è sufficiente per verificare la presenza di una cardiopatia congenita.

E’ raccomandato fare un controllo al cuore ogni 2 anni per tutti gli uomini che hanno superato i 35 anni e le donne over 45. Oltre alla visita cardiologica con ECG ed ecocardiogramma, saranno necessarie anche le analisi del sangue al fine di valutare elementi importanti quali colesterolo, glicemia e transaminasi. Il medico potrebbe ritenere necessario eseguire anche il test da sforzo se sono state riscontate anomalie nel corso della visita. Dopo i 60 anni è raccomandato eseguire lo stesso screening annualmente.

In conclusione possiamo dire che fare prevenzione in ambito cardiologico è davvero necessario, ma è anche un atto che va premiato. Certo che non non consiste in niente di eroico. Basta semplicemente adottare o mantenere uno stile di vita equilibrato ed effettuare controlli al cuore regolari. Metodi semplici ma efficaci per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Ricorda, il tuo cuore è vita e per questo va protetto!